La cultura dei pub

La cultura dei pub a Londra mi piace. Ce ne sono tanti, uno più bello dell’altro. La birra e buona. Ed anche la Ale, un tipo di birra intorno ai 4.6 gradi, un po’ più calda e meno frizzante. Non è strano notare gente anziana al pub, anche sola, a bere birra senza l’obiettivo di ubriacarsi.
Una “session” consiste nel bere birra leggera, meno di 4 gradi alcolici, in cui ciascun partecipante al tavolo offre agli altri. Bere tanto e ubriacarsi poco, solo per raggiungere quel grado di euforia e scioltezza che ti permettono di divertirti e passare una piacevole serata. È un bel concetto, e lo sarà anche di più per me quando deciderò di fare una plastica alla vescica, aggiungendo un bordino da 33cl in più per non dover pisciare 66cl di birra ogni 33 che ne bevo.
La pinta è un poco più di mezzo litro, 56cl, per cui le bottigliette da 33 a cui siamo di solito abituati qui sono più piccole, sono da 28. E fa strano leggere nel retro delle becks 284ml.
Perché non arrotondare?
Dieci minuti prima delle 11 suona la prima campanella: è il segnale che tra poco non sarà più possibile ordinare altro alcool.
Dieci minuti prima delle 12:30 suona la seconda campanella: è il segnale che si chiude. Tutti fuori. La birra, se vuoi, te la finisci per strada. In un bicchiere di plastica.
Negli ultimi giorni ho visto quasi più spazi di co-working che case. Sto quasi pensando di andare a dormire davanti al pc in uno di questi.
Le case che ho visto sono quasi tutte orribili e a prezzi assurdi. 430 pound per una con puzza di urina, 410 per una dal tipico odore di muffa, 420 più luce e gas con moquette strappata e sporca ed una cucina dove con i resti lasciati a terra  e sul tavolo ci sfami il terzo mondo.
La pulizia costa. Ed anche troppo. Con 600 pound al mese forse trovi una stanza decente in una casa decente, a 10 minuti a piedi dall’autobus che in 10 minuti ti porta alla metro che in un ora e 10 minuti ti porta in centro. Un affare.
Poco prima della chiusura del pub, un ragazzo mi riempie di volantini pubblicitari di una discoteca a due passi da Notting Hill. 5 pound per entrare, ma nonostante i 5 minuti di parole per me ancora incomprensibili, non ho intenzione di andarci. Le discoteche non fanno per me. Preferisco parlare.
Mi ritrovo quindi in metro a scrivere qualcosa e a svegliare continuamente un indiano sconosciuto che si addormenta ripetutamente sul mio braccio destro. 
A un certo punto qualcuno grida qualcosa di cui capisco solo “change”!!
Sono arrivato al capolinea e non me ne sono nemmeno accorto! 
Ma non c’era bisogno di gridare così.

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