domenica 24 novembre 2013

Santa Marta

Lungo la costa della Colombia l'accento spagnolo è quasi identico a quello dell'Andalusia. La s non viene utilizzata ed a volte viene quasi aspirata.
Onnipresente sono gruppi di guardie con una casacca gialla fosforescente recante la scritta "Policia". Sono per lo più ragazzini che prestano il servizio civile e presidiano i posti più a rischio. A loro la gente chiede per lo più informazioni.
I tempi sono allungati come in Sicilia: 10 minuti diventano facilmente 30 e le distanze quasi si triplicano. Il caffè tipico riporta il nome Juan Valdez ed identifica il caffè colombiano quasi come il Baffo rappresenta la Moretti in Italia.

Per la strada ci sono parecchi posti di blocco, a volte anche con soldati appostati e carri armati.
Arriviamo in un ostello a 8 km da Santa Marta, con il mare e la spiaggia di fronte, ma molto basico e non del tutto pulito.
Mangiamo lungo la spiaggia principale di Santa Marta, piatto completo con pollo, carne, peperoni, insalata e cipolla fritta. Nei posacenere è sempre presente una salviettina umidificata, per raccogliere meglio la cenere e non farla volare via.
Prima di tornare, passiamo al Rodadero, una spiaggia vicino il nostro ostello e dopo aver fatto un bagno nell'acqua fredda dell'oceano, prenotiamo una passeggiata al Parque Tayrona, alla volta di Chairama, una città vecchia quanto Machu Pichu, e il mare, stavolta azzurro garantito.

Siamo stanchi, per noi serata massaggi.

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