mercoledì 27 novembre 2013

Ritorno a Londra


Solamente quattordici giorni fa mi trovavo alla stessa altitudine di 39000 piedi, circa 12 chilometri, su un aereo che andava nella direzione opposta a quella di oggi e che mi stava portando a vivere una delle esperienze più belle della mia vita, uno di quei viaggi perfetti che volano in fretta, quasi più di questo aereo, e che vorrei non finisse mai.


Fare il web check-in la sera prima del volo che da Cali mi avrebbe portato a Bogotà mi permette di scoprire che l'orario è stato anticipato di un'ora. Un'ora in meno al ritorno ed un giorno in meno all'andata, per la
posticipazione del volo. Prima o poi vorrò recuperare questo tempo perso.
Faccio mettere un timbro nel passaporto per la exención de impuestos, affinché non debba pagare delle tasse alla compagnia aerea e passo praticamente tutte le 8 ore di attesa fino al volo per Londra, con scalo a Parigi, seduto al crepés&waffels, dove mangio una bomba ipercalorica, un pancake di avena con mela e miele, e poi una buonissima crepe con pollo al curry. Per fortuna l’aeroporto di Bogotà è pieno di prese elettriche e il wifi è libero e gratuito.

Al controllo passaporti, il tizio della dogana mi guarda e guarda il pc, poi mi riguarda e guarda nuovamente il pc. Alla terza volta mi dice di seguirlo. 
Dopo quasi le stesse vicissitudini a Francoforte e a Londra, ormai sono convinto che nel mondo ci sia un terrorista esattamente uguale a me.
Il tizio, che per comodità chiamerò Francesco, si reca da un altro tizio, che per comodità chiamerò Antonio. Francesco e Antonio, mentre io aspetto quasi preoccupato a 10 metri di distanza da loro, se la sghignazzano guardando il mio passaporto e il loro pc. Ogni tanto mi guardano e tornano a guardare il pc. Non so esattamente cosa ci fosse lì, o cosa ci fosse nel mio passaporto o nella mia faccia, ma fortunatamente, dopo l'ennesima risata, si decidono a farmi passare timbrandomi il visto d'uscita.

Prima di partire compro due bottiglie di aguardiente che sono tentato di bere in aereo. Ma non ce ne sarà bisogno: dormirò, male, ma per quasi tutte le dieci ore e mezzo del viaggio.
Qualche ora più tardi, a Parigi Orly, le regalerò all'assistente di terra dell'AirFrance, dopo aver completamente dimenticato di conservarle nel bagaglio da stivare.
Sono stanco e questo è l'effetto.

Il 5 novembre, con il mio viaggio di sola andata per Londra è ufficialmente iniziata una nuova vita. Ho messo da parte per due settimane il mio numero di telefono italiano e sono stato abbastanza lontano da internet e dagli impegni della vita quotidiana.

Con Diana, una ragazza Colombiana dal perenne sorriso e con dei bellissimi occhi scuri, penso di aver rotto una serie di maledizioni che mi accompagnavano praticamente da quando ero a Milano e sono certo che sia stata la persona perfetta, quasi inaspettatamente, tanto da raggiungere subito una sintonia che ci ha posto sulla stessa lunghezza d'onda.

Da domani inizia la mia vita londinese a tempo pieno, che sarà interrotta solo dalla pausa natalizia a Palermo. Dovrò cercare casa e recuperare il tempo che non ho dedicato a MyCookin.

Uno slogan turistico colombiano recita:

"El único riesgo es que te quieras quedar" (l'unico rischio è che vorrai restare)

e per davvero questo è stato l'unico rischio che ho corso in questo meraviglioso viaggio di due settimane.

Cosa ne pensi? Lascia un commento...

Nessun commento: