sabato 23 novembre 2013

Cartagena de Indias

Cartagena de Indias fu il principale porto durante il periodo della colonizzazione spagnola. La città all'interno delle mura è meravigliosa, con palazzi di due piani colorati, finestre in legno, strade piccole e ricche di negozi, carrozze e venditori ambulanti di cibo e frutta. Fino adesso ho incontrato pochi turisti europei e nessun italiano, probabilmente per il periodo. È quasi dicembre e si comincia a sentire il Natale, un Natale sicuramente diverso da quello a cui siamo abituati, con 30 gradi e musiche caraibiche, ma con testi a tema, babbo natale e presepe per le strade. Nei taxi e per la strada si sentono canzoni tipo "La musica de diciembre suena", o "Ya llega la Navidad, disfruta!”

Passiamo il pomeriggio girando la città e bevendo qualcosa al café del mar, dove viviamo un bellissimo tramonto. La mattina dopo siamo diretti all'isola del Encanto, facente parte delle Islas del Rosario, in pieno mar dei Caraibi. Ci vengono a prendere con una tipica Chiva colombiana, un bus in legno molto colorato con delle scale parecchio scomode per la salita.
Con enorme sorpresa, il famoso mare azzurro che immaginavamo si presenta come Mondello ad agosto: verde e per niente trasparente. Stetti quindi tutto il tempo a chiedere “dov’è il mare azzurro?”, anche ai venditori di collanine e braccialetti che appena mi chiedevano se volevo comprare qualcosa gli rispondevo: “tu prima dimmi dov’è il mare azzurro”.
Migliora un poco in un'altra isola, dove è presente un acquario che non visitiamo, ma che non è niente a che vedere con il mare della Sicilia o della Sardegna. A causa della pioggia e delle correnti, ci spiegano, il mare non è azzurro. Ma potevano dircelo mentre ci facevano vedere delle foto paradisiache risparmiandoci 110 mila pesos ciascuno, più 24 mila pesos di tasse portuali.

Tornati in hotel, mentre stavo dicendo a Ramon, assistente dell'hotel, che il mare non era come lo desideravo, mi sento chiamare da Diana.
"Ale, Ale, .., la nostra chiave è bloccata."
Avevo sbagliato la data di checkout e saremmo dovuti andar via proprio quel giorno, senza una prenotazione a Santa Marta. Rimaniamo quindi un'altra notte e optiamo per un più comodo van privato per tornare a Santa Marta.
La mia valigia viene posta sul tetto di questa macchina 10 posti, e noi rischiamo la vita più volte con i sorpassi azzardati del conducente, a quanto pare tipici in Colombia.

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