martedì 26 novembre 2013

Cali

Dovremmo aver mangiato qualcosa che ci ha fatto male: forse il pollo alla Playa Blanca, che si raggiunge in barca da Taganga con solo 7000 pesos andata e ritorno, o il prosciutto e il formaggio comprati in un piccolo market lungo la spiaggia. Sennonché, il ritorno a Cali con scalo a Bogotà si rivela un altro viaggio infinito accompagnato da nausea e febbre, e la sera tornati a casa non ci rimane altro che andare a dormire.
Cali è la seconda città della Colombia, con 2 milioni e mezzo di abitanti. Il suo centro ricorda molto le vie che attraversano la via Maqueda a Palermo durante il mercato del Capo, solo un po' più grandi. Queste strade, per via dei negozi aperti e delle bancarelle per strada si rivelano super trafficate, ed attraversare la strada diventa praticamente impossibile davanti ad una serie di pullman e auto che non rispettano semafori, precedenza e stop, proprio come a Palermo. Un uomo, stanco di aspettare, si improvvisa vigile per un minuto e ci aiuta ad attraversare bloccando il traffico e rischiando di essere linciato da decine di motorini che si infilano dove possibile.
Centinaia di venditori ambulanti offrono cd e dvd copiati, frutta, magliette della squadra di calcio della Colombia, lacci per scarpe, borse e roba di ogni tipo. Alcuni tritano manualmente la canna da zucchero girando rapidamente una ruota e facendone uscire il suo succo. Altri, con un cartello riportante la scritta "minutos", portano in mano un paio di cellulari e vendono chiamate telefoniche tariffate a scatti di 1 minuto. Altri ancora, gridano al microfono le offerte del proprio negozio accompagnati da musica tipicamente latina. Un vero bordello insomma, ma bello e caratteristico. Da vedere e soprattutto vivere.
Gli indirizzi delle strade in Colombia non hanno nomi facilmente mnemonici. Semplicemente, la città è divisa in carreras e calles, a secondo che la strada disegnata in una mappa sia verticale od orizzontale. E i numeri civici diventano qualcosa come Calle 11, Carrera 14, palazzo 13. Se aggiungete poi che alcuni numeri sono affiancati dalle prime lettere dell'alfabeto, vi renderete facilmente conto che alcune strade sono sconosciute persino ai tassisti e non voglio nemmeno immaginare come impostare un navigatore satellitare.
Tutte le auto che offrono servizi pubblici riportano un cartello sia all'interno che all'esterno: "Como Conduzco?", cioè "Come sto guidando?". Sotto questa scritta un numero gratuito che permette di segnalare eventuali infrazioni stradali da parte di quell'autista. Idea intelligente, ma evidentemente poco utilizzata.
Il piano terra di ogni edificio è il piano numero 1, ed il nostro primo equivale quindi al secondo, e così via.
Ogni tanto, ad orari non stabiliti e sia di giorno che di notte, potete sentire il suono di un carillon: è il gelataio ambulante.
Ogni tanto, ad orari non stabiliti e sia di giorno che di notte, potete sentire il suono di un rullo di tamburi e tamburelli: sono dei ragazzi, i Diablos, vestiti con delle maschere a forma di scheletro che elemosinano qualche pesos dalla gente per strada.
Per ultimo, la mia idea di avere Movistar come compagnia telefonica in queste due settimane colombiane si è rivelato utile ma altrettanto fastidioso: solo loro sapevano il mio numero e si divertivano a mandarmi ogni giorno un messaggio pubblicitario diverso, oppure a chiamarmi da numeri sempre diversi, oppure ancora a farmi apparire pericolosi pulsanti nell'iPhone affinché premessi per sbaglio quello di "Accetta".

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