mercoledì 20 novembre 2013

Bogotà

La Candelaria, Bogotà

Il rispetto e la cordialità della gente colombiana vi sorprenderanno senz'altro. Si vede sull'autobus, dove i posti riservati agli invalidi non sono sempre occupati e dove tutti fanno il biglietto salendo dalla porta anteriore, passando per un tornello. Si vede da come vi accolgono, sempre con un "bienvenidos", e da come vi ringraziano, con un "muy amable" o "mucho gusto", o da come vi chiedono qualcosa, con un "me regalas...?".


Da siciliano capisco benissimo i luoghi comuni riferiti al narcotraffico, alla droga e alla criminalità, ma sembra che questa nazione abbia fatto passi da gigante in tema di sicurezza. I pensieri della gente lontano da questi luoghi, invece, sembrano essersi fermati ai periodi peggiori.

La colazione in Colombia è essenzialmente salata e fritta, ma è sempre accompagnata da frutta e succhi buonissimi. Il pranzo include sempre del riso e la carne è quasi sempre tenera e buonissima. Al supermercato troverete frutti che non avete mai visto, come il Lulo, o diversi da quelli a cui siete abituati, come Pitaya o Carambola. Per strada troverete sempre qualcosa da mangiare in piccoli locali che vendono arepas con carne, chorizos, carne arrostita, e potrete saziarvi anche con meno di 5 euro.
Passeggiando per le strade o nei taxi vi capiterà di sentire salsa, merengue, bachata e raggaeton. Non dimenticherete mai di trovarvi in Sudamerica.

Alloggiamo in una suite a due piani di un bed&breakfast a Bogotà, nel quartiere La Candelaria, tipico per le sue piccole case colorate e molto folcloristiche. Al piano terra, dove è presente la reception e dove viene servita la colazione, ci accolgono sempre un profumo di incenso e un ambiente molto casalingo, per niente lussuoso. Una scala a chiocciola ci porta alla nostra abitazione al terzo piano dove il tetto vetrato permette di dormire sotto le stelle, un'amaca di rilassarti, una stanza di avere ancora più intimità.
Dopo aver mangiato una almojabana in un panificio per strada, visitiamo il museo dell'oro e incontriamo Pablo e Karol, caleños anche loro, con cui andiamo a mangiare una buonissima bandeja paisa, un piatto composto da fagioli, riso, chorizo, platano maduro, morcilla, aguacate, uova, carne triturata, chicharrón ed accompagnato da un bicchiere di refajo, birra con gazzosa colombiana.
La sera passeggiamo per la zona T e beviamo una birra artigianale al Bogotà Beer Company.

Bogotà si trova ad un altitudine di 2600 metri e questo la rende una città relativamente fredda con la sua temperatura che scende facilmente anche a 10 gradi. La benzina costa 8150 pesos, circa 3 euro, e la punta più alta è Monserrate, raggiungibile con il teleférico o il funicular, dove una Chiesa sovrasta la città più grande che abbia mai visto. Dietro la Chiesa, in una stradina piena di negozi di souvenir e posti in cui mangiare piatti tipici, è possibile bere un tè con foglie di coca addolcito da panela.

La giornata inizia presto ed altrettanto presto finisce. Verso le 23 i locali sono già quasi tutti chiusi e noi andiamo a mangiare a El Gato Gris, posto incantevole con musica dal vivo. Mangiamo empanadas e beviamo birra e aromática de fruta, una tisana con hierba buena, uva, ciliegie, fragole, mela, panela e granatina.

Questi giorni superano felicemente ogni aspettativa. Siamo pronti per il mare di Cartagena e Santa Marta.

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1 commento:

Diana Colorado ha detto...

:) la prima parte di un bel viaggio.