giovedì 21 giugno 2012

Thessaloniki - Weekend Low Cost a Salonicco


L’idea era quella di passare qualche giorno a mare. Un fine settimana. Circa 250 chilometri per la Toscana, o per il Veneto, o per il Friuli, spendendo circa 100 euro tra autostrada, benzina e stanchezza. Oppure la classica alternativa: ricerca del volo lowcost con Ryanair!
Con circa 30 euro trovo OSLO, ma l’anagramma della parola SOLO non mi convince, anzi mi ricorda l’esperienza del buon Fifuzzo in quel mare freddo del nord. Scorro tutta la lista dei possibili voli in partenza da Orio al Serio fino ad arrivare alla T: Thessaloniki. A giudicare dal nome sembra sia in Grecia, probabilmente una di quelle belle isole dal mare azzurro. O forse qualche paesino vicino la capitale Atene. Ok, non so dov’è ma mi ha convinto. Lo prendo!

Thessaloniki, ovvero Salonicco, è una simpatica cittadina di circa un milione di abitanti al nord della Grecia. Poco sotto la Bulgaria, poco a sinistra da Istanbul, molto lontana da Atene, dalle isole e soprattutto dal mare azzurro che tutti noi associamo alla parola Grecia. Dall’aeroporto Macedonia raggiungo il centro della città con soli 80 centesimi: prezzo onestissimo per un bus la cui frequenza è di circa 30 minuti e il cui tragitto risulta ricco di soste per problemi al motore. Dopo la terza sosta tecnica decido di scendere e raggiungere l’hotel a piedi. La prima impressione con la città è pessima. Le voci della crisi della Grecia sono vere e la sporcizia, i mendicanti e i palazzi poco curati mi ricordano la Sicilia di vent’anni fa.
L’hotel Aegeon, in via Egnatia 19, si presenta benissimo. Ad accogliermi è un simpaticissimo greco vissuto anni in Italia che, in perfetto italiano, mi da ottimi consigli su dove mangiare e cosa vedere. Il tempo di indossare pantaloncini e infradito e mi dirigo verso il mercato intravisto per strada, fermandomi prima in un bar a mangiare un panino con olive, feta, pomodoro e cipolla. La comunicazione è praticamente impossibile. Il mio scarso inglese è diverso dallo scarso inglese del tizio del bar. Alla fine riesco a pagare il panino e un succo di frutta fresco: 2,20 euro.

L’Agorà Solomuo è uno dei mercati della città e mi ricorda molto Ballarò, o il mercato del Capo, a Palermo. Qui si può trovare di tutto: carne, pesce, spezie, sigarette di contrabbando, scarpe, detersivi ed anche l’ouzo, un liquore tipico greco prodotto a partire dall’anice. Questa città sembra il regno della contraffazione: occhiali Rayban copiati alla perfezione e venduti per strada a 6 euro; profumi di marca con confezione uguale all’originale a 5 euro; scarpe nike vendute sul lungo mare a 15 euro; Rolex e Sector venduti davanti i negozi.
Continuo il mio giro verso il Mausoleo di Galerio, sulla Dimitriou Gounari. Qui mi fermo in un pub per un caffè. Il cameriere arriva con un bicchiere d’acqua ancor prima di ordinare. Ed è così in ogni posto in cui andrò, anche la sera per una birra. Mi ricordo di aver letto che a Salonicco è tipico bere il frappè, ed infondo la maggior parte dei ragazzi lì’ seduti lo beve giocando a Backgammon. Le ragazze sono bellissime e il mio innamoramento facile batte tutti i record in poco meno di due ore.
Per cena decido di andare al ristorante Ouzou Melathron, in una traversa di Venizelou. Qui mangio benissimo e spendo pochissimo. Prendo, in due, un’insalata greca, un pezzo di feta grigliata, del riso con pesce, birra Amstel da mezzo litro (che costa 2,77 euro). Mangio qui anche delle cozze fantastiche cucinate con cipolla, prezzemolo e peperoni.  Il conto è di soli 23 euro e la pancia è stracolma. Mai mangiato tanta cipolla in così pochi giorni.
La vita notturna è davvero bella come si dice. Lungo il mare tantissimi locali con musica, di quelli un po’ fighetti. A pochi minuti da lì, dal molo verso la via Egnatia, altrettanti locali con tutt’altro tipo di persone. Musica praticamente ovunque, birra a pochissimo prezzo e tantissima gente seduta nelle centinaia di tavolini disposti per strada. Per concludere la serata, in zona è possibile mangiare degli hot dog a 70 centesimi o un gyros a 2,40 euro. Che vita. 

Il bel mare azzurro si trova a qualche ora di distanza dalla città, in una delle punte verso est. Il poco tempo a disposizione e il viaggio in stile profugo sull’autobus verso la prima spiaggia locale mi convincono a scendere a Neoi Epivates. L’acqua del mare è più verde che azzurra. In compenso è possibile prendere un lettino e un ombrellone ordinando almeno qualcosa da bere al prezzo di 3 euro. Assaggio il caffè greco, una sorta di caffè americano dove però bisogna fare attenzione a non bersi il fondo dove rimane uno strato enorme di polvere di caffè. Molti italiani non lo apprezzeranno, ma queste bevande locali mi sono sempre piaciute. Per pranzo mangio un panino tipico greco in un carretto ambulante lungo la spiaggia. Il nome era qualcosa tipo “sugiucati” ed aveva dentro salsiccia, cipolla, patatine, pomodoro, sale, origano. Enorme e buonissimo, soprattutto se accompagnato con una birra Fix, la cui industria fu la prima di birra fondata in Grecia, o con quella locale Mythos.

Dopo aver notato parecchi manifesti di propaganda nazista lungo la strada, mi ritrovo in mezzo ad una manifestazione in piena campagna elettorale per Syriza, contrario all’euro e di estrema sinistra. Le canzoni su Che Guevara lo confermano, mentre scoprirò soltanto in Italia che i cartelli e le bandiere con cui ho giocato e portato in giro recavano parole come “disubbidienza” e “resistenza”.
L’ultimo giorno passato a Salonicco, il sabato, mi delude per via dei negozi chiusi. Continuo la passeggiata verso l’hotel per una doccia e per sistemare le valigie. Nonostante questo, torno a casa felice di una nuova esperienza vissuta e con la voglia di tornare in Grecia e a Salonicco il prima possibile.

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