giovedì 31 maggio 2012

Verifica Contributi Versati INPS


Forse non tutti sanno che è possibile verificare il regolare versamento dei contributi da parte del proprio datore di lavoro.
Se si è iscritti alla gestione previdenziale dell’INPS seguite questo percorso dopo esservi collegati al sito www.inps.it ed aver ottenuto il pin personale per l’accesso all’area riservata:

Servizi Online -> Servizi per il cittadino -> Fascicolo Previdenziale del Cittadino -> Posizione Assicurativa -> Estratto Conto / Gestione Separata

Qui potrete vedere tutti i contributi che il vostro datore di lavoro ha versato ed anche quelli che (spero di no) devono ancora essere versati.


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mercoledì 30 maggio 2012

Calcolo del Riscatto di Laurea


Dopo aver finalmente raggiunto il traguardo della laurea ho cominciato a chiedermi a cosa questa possa realmente servirmi.
Fra le tante cose che è possibile fare con questo foglio di carta c’è quella dell’anticipare di qualche anno la data della nostra pensione. Sempre se tra qualche anno esisterà ancora questa parola.
C’è da dire, e questo lo saprete sicuramente, che anche per questo “bonus” c’è un prezzo da pagare. E questo prezzo è anche abbastanza caro!

Scrivo qui solo un accenno a tutta la documentazione che è possibile trovare sul sito dell’INPS e di cui vi riporterò i link sotto.

Per calcolare l’importo da pagare per riscattare gli anni del corso di laurea è necessario conoscre la retribuzione lorda degli ultimi 12 mesi rispetto alla data della richiesta, calcolarne il 33% e moltiplicare questo risultato per il numero di anni che si vogliono riscattare.
Orientativamente prendete la retribuzione lorda indicata nell’ultimo CUD. Supponendo che questa sia di 16000 euro, il prezzo da pagare per una laurea triennale sarà di 15840 (16000 x 33% = 5280 x 3 anni = 15840).
E’ possibile pagare questa quota attraverso delle rate (fino a 120 rate, cioè 10 anni), che nel nostro caso equivarrebbero a 132 euro al mese, per 10 anni!
Nota positiva è che il contributo è fiscalmente deducibile, cioè è possibile detrarlo dalle tasse nella misura del 19%. Nel nostro caso, lo Stato ci rimborserebbe il 19% di 1584 euro (132x12), cioè circa 300 euro l’anno.

Se invece si è inoccupati, il reddito da considerare sarà quello minimo di 14930 euro, che corrisponderà ad un importo di 4926,90 euro per anno di corso.

La mia opinione? Credo che per come vadano le cose questo riscatto sia più una scommessa che un reale  vantaggio, almeno se si è giovani.
Sebbene sia un vantaggio l’eventuale reddito basso dovuto magari ad una prima assunzione da neolaureato, il vincolo dell’età minima per andare in pensione, sempre in crescita, potrebbe portarci a non sfruttare questi anni di anticipo. Inoltre bisognerebbe essere sicuri di passare la propria vita lavorativa in Italia, per non regalare una cifra consistente al nostro Stato se si decidesse in futuro di andare a vivere e lavorare da qualche altra parte (non è possibile chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto laurea legittimamente accreditata a seguito del pagamento del relativo onere).

Forse la cosa migliore è quello di prendere questi 132 euro al mese e sottoscrivere un fondo pensione integrativo, o investirli da qualche parte con dei piani di accumulo. Gli stessi 16000 euro fra 10 anni avranno una rivalutazione e, soprattutto, sarà probabile che li rivedremo.

Link di riferimento.
Dal sito dell’INPS al percorso www.inps.it > Per tipologia di utente > Cittadino > Riscatto di laurea


Simulazione del costo per inoccupati:

Simulazione tramite il sito Calcolocosto.it
http://www.calcolocosto.it/riscatto-anni-laurea/


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mercoledì 23 maggio 2012

Spezie e Pesce Spada


Ho bisogno delle mie spezie preferite. Quelle che danno gusto a tutti i pasti, dal primo al secondo. All’ultimo.
Il mercato del capo non era proprio come lo ricordavo: quel giorno era stranamente silenzioso, forse perché era una domenica mattina tardi e le prime bancarelle stavano cominciando a smontare. Il tempo poi non era dei più belli. 
Fino a qualche anno fa, quando ancora abitavo quella città, a maggio era già estate da un pezzo. Il primo maggio era ormai abitudine la prima scottatura al mare e dopo venti giorni si era già abbronzati. Non neri, ma abbronzati si. 
Quel giorno invece il cielo era completamente grigio, quasi come quello di Milano d’autunno, quasi come se un pezzo di questa città volesse ormai seguirmi ovunque vada. 
Le prime bancarelle sono quelle della frutta e della verdura. Fragole, Ciliegie, Arance, More, Lattughe, Zucchine. Tutte accompagnate da un pizzino poco chiaro sul prezzo, rigorosamente scritto a mano, dove le O rappresentano degli zeri e un piccolo segnetto, che potrebbe quasi rendere le O delle Q, nasconde in realtà un 9. 
Ma un sugnu a du’ euro i more?
No. Tre euro!
Ahhh.. Ma unn è scrittu accussì chiaru.
Se, u sacciu, ma sù tre euro.
Ma sono buone? …No.
La leggenda vuole che ogni cosa al mercato vada prima provata, e magari anche contrattata. Le influenze arabe, quelle che sono rimaste nella cultura siciliana, quelle non dovrebbero mai essere dimenticate.
Tranci enormi di pesce spada sono sui banconi di quasi tutti i pescivendoli. Qualcuno sembra ancora più fresco perché appena arruciato dall’acqua presente nel classico secchio blu. Scatto qualche foto al pesce con il mio nuovo giocattolo: una piccola lomo tascabile. Dietro il pesce, alzando appena lo sguardo si scorge non proprio bene il fondo del locale buio del venditore, insieme ad una bilancia di almeno un secolo fa e un altro tavolo in marmo dove vi sono poggiati sopra altro pesce e altri secchi.
Prego! 20 euro u kilu. S’accattasse. E’ buono.
Continuai la passeggiata tra venditori di detersivi, scarpe, olive, pomodori secchi, origano, alloro. 
Una signora mi spiega che il piccolo panificio in cui sto comprando due treccine fa lo sfincione più buono di Palermo. Ancora più buono di quello che fanno lì vicino, e che poi rivendono in giro per la città siciliana con i vecchi Ape Piaggio. 
Purtroppo quel giorno quello sfincione è già finito. 
Pochi passi ancora ed ecco le mie spezie: un bancone enorme con tanti piccoli sacchettini contenenti singole spezie o particolari mix originali chiamati con nomi come “Condimento del mafioso” o “Condimento Siciliano”. Compro un po’ di cipolla, di aglio, di paprika dolce, di condimento per la pasta Aglio, Prezzemolo e Peperoncino, tipica delle notti insonni, e si, prendo anche il condimento per la pasta del mafioso. Adesso ho le mie spezie, un po’ di nostalgia di quel mercato e della sua compagnia e pochissimo tempo per correre verso l’aeroporto e non perdere l’aereo che mi riporti al nord.

Foto: Pesce al mercato del Capo - Palermo - 2012


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