venerdì 30 marzo 2012

Le foto surreali di Erik Johansson


Se vi piacciono le foto surreali dovete assolutamente visitare il sito personale di Erik Johansson e dare uno sguardo al suo portfolio. Che ne pensate?

Ecco il link: http://alltelleringet.com/


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giovedì 29 marzo 2012

il misterioso QrCode sul tetto di Facebook


Sul tetto del palazzo di Facebook è stato disegnato un enorme QR Code grande ben 13 metri e che potrà essere visibile dallo spazio, e quindi in tutte le mappe che fotograferanno quel punto della terra, come quelle di Google Maps.

Al momento quello che appare inquadrando il codice col mio QrReader nell’Iphone è quella immagine con la scritta Coming Soon. Chissà cosa conterrà in futuro.

Un Codice QR è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D), ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all'interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone.
In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici. Il nome QR è l'abbreviazione dell'inglese quick response (risposta rapida), in virtù del fatto che il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto.


Facebook è un servizio di rete sociale lanciato nel febbraio 2004, gestito e di proprietà di Facebook, Inc.Il sito, fondato a Cambridge da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di college Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, era originariamente stato progettato esclusivamente per gli studenti dell'Università di Harvard. Ma presto fu reso accessibile anche agli studenti di altre scuole nella zona di Boston, della Ivy League e della Stanford University. Successivamente fu aperto anche agli studenti delle scuole superiori e poi a chiunque avesse più di 13 anni. Da allora Facebook raggiunse un enorme successo: è diventato il secondo sito più visitato al mondo, preceduto solo da Google; è disponibile in oltre 70 lingue e conta più di 850 milioni di utenti attivi che effettuano l'accesso almeno una volta al mese.

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mercoledì 28 marzo 2012

Gialla tra i fornelli

Avete voglia di una ricetta particolare e soprattutto originale?
Vi consiglio il blog di una mia carissima amica: una foodblogger che non si limita soltanto ad elencarvi gli ingredienti ma che arricchisce sempre le sue ricette con qualche piccola curiosità personale. 
Col tempo potrete così conoscere lei, la sua vita e le sue fantasie culinarie accompagnate da splendide fotografie.

Ornella Daricello, in arte Gialla, nasce a Palermo il 1° gennaio 1986, ed è laureata in comunicazione pubblica, con specializzazione in comunicazione sociale ed istituzionale. 


E' una Pubblic Relations Officer, una Foodblogger,  una Web Content Editor e decisamente una PAPERA! 
Nel suo blog fa incontrare i suoi tre grandissimi amori: la comunicazione, la fotografia ed ovviamente l'arte culinaria. 
Ama talmente tanto il mondo dei foodblogger da dedicargli la sua tesi di laurea: "La rete è servita. Tutti a tavola con i foodblogger".

Ecco a voi il link al suo blog: http://giallatraifornelli.blogspot.it



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Aliquote IRPEF 2012


Le aliquote IRPEF nel 2012 non sono cambiate.
La tabellina con degli esempi è questa:

- da 0 a 15.000 euro: 23% di aliquota IRPEF 2012
- da 15.001 a 28.000 euro: 3.450 euro + 27% dell'eccedente della prima aliquota
- da 28.001 a 55.000 euro: 6.960 euro + 38% dell'eccedente della seconda aliquota
- da 55.001 a 75.000 euro: 17.220 euro + 41% dell'eccedente della terza aliquota
- da 75.001 a salire: 25.420 euro + 43% dell'eccedente della quarta aliquota

Se, ad esempio, il reddito annuo 2011 è stato di 18.500 euro. Il calcolo da fare per capire quanto pagheremo è:
3.450 + [(18.500-15.000)*27/100] = 3.450 + 945 = 4.395 EURO totali

Se, invece, il reddito annuo 2011 è stato di 30000 euro, rientreremo nel caso della terza aliquota e il conto sarà:
6.960 + [(30.000-28.000)*38/100] = 6.960 + 760 = 7.720 EURO totali.

Io direi che è tanto, anzi, TROPPO!

Ecco qui un link ad un Utility che vi permetterà di calcolare la quota IRPEF del 2012 in base al vostro reddito lordo annuo, quello che trovate indicato nel CUD.



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martedì 27 marzo 2012

Dichiarare i guadagni di Google Adsense o Paypal

Riporto qui, dal sito www.doveinvestire.com, un articolo molto ben fatto riguardo alla domanda: è necessario dichiarare i soldi guadagnati tramite Google Adsense? 

Vi rimando al link proprietario per un approfondimento: Come dichiarare i soldi di Google Adsense e delle donazioni di paypal

[...] Chi fa il blogger a tempo perso, o gestore di un sito a tempo perso, non ha partita IVA. Questo, già di per sé, elimina diversi problemi d’interpretazione della normativa fiscale attuale, che recita:
“Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo”.
Come detto, quella in oggetto, è un’attività svolta in modo saltuario e non continuativo. I redditi, quindi, che cadono sotto questa definizione, sono chiamati redditi diversi.
Il Tuir ammette tra i redditi diversi quelli “… derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.”.
Un distinguo molto chiaro, a cui precede un’altra precisazione: il successivo art. 54 Tuir dispone che “Il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta […] e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’arte o della professione.”
Cosa significa tutto questo? Che se abbiamo dei ricavi derivanti da questa attività, siano essi i proventi di Google Adsense o le donazioni, questi sono inquadrati nelle fonti di reddito diversi a fronte dei principi appena descritti. Siamo quindi tenuti a dichiararli solo se eccedono i 5000 euro. Ma attenzione: questo importo dev’essere AL NETTO DELLE SPESE direttamente sostenute per la gestione: dominio, collaboratori, manutenzione, abbonamenti internet, ecc.


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lunedì 26 marzo 2012

Un cavallo più veloce

Henry Ford ha detto: "Se avessi chiesto ai clienti che cosa volevano, mi avrebbero risposto: Un cavallo più veloce!". 
La gente non sa ciò che vuole, finché non glielo fai capire tu. (Steve Jobs)


Foto: Carretto in Via Lanza di Scalea, Palermo, 2011

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Discorso di Steve Jobs all'Università di Stanford del 2005



Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.
La prima storia parla di “unire i puntini”.
Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?
Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all'università.
Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all'epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.
Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:
il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.
Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.
Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia parla di amore e di perdita.
Fui molto fortunato – ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione – il Macintosh – un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni… quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona – che pensavamo fosse di grande talento – per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.
Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.
Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.
Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.
La mia terza storia parla della morte.
Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, prima o poi avrai ragione”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.
Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.
Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.
Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.
Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.
Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.
Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.
Siate affamati. Siate folli.

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domenica 25 marzo 2012

Liberi pensieri parte II

Mi piacerebbe che a questi pensieri potessero partecipare tutti, con le proprie opinioni e le proprie idee.
La maggior parte delle grandi banche investe i tuoi soldi, li usa, li riusa, ne guadagna tanti e di questi guadagnati non te ne da in cambio nemmeno un poco. Io direi che non è giusto, ma ancora una volta questo la gente non lo capisce. E io non capisco perché. Ci sono banche meno conosciute, e questo non significa meno sicure, meno ricche, meno importanti o meno quelchevolete, che ti “regalano” (mettetela così) almeno una piccola percentuale di quello che voi state lasciando a loro. Forse per molti sarà poco e risulterà una cifra insignificante, ma 1000 euro che voi lasciate in banca (e tutti ormai hanno bisogno di una banca), se pensate ad un misero 4% annuo di interessi, potrebbero farvi ottenere 40 euro l’anno, cioè circa 3 euro al mese. E’ vero, è pochissimo. “Ma su picciuli”. Se pensate ora che 15000 euro messi da parte (perché mica li state regalando, e si, esistono forme di investimento pressoché sicure quasi al 100%) sempre al 4% vi rendono 600 euro all’anno, cioè 50 euro al mese, non è già meglio di NIENTE? E mi fermo qui, perché quei 50 euro potrebbero essere a sua volta reinvestiti, cioè incrementare qualcosa partendo da qualcosa che voi non avevate, ma che secondo me vi spettava di diritto. Questo non lo insegna nessuno. E se lo dice un amico che non è del settore voi non ci credete, preferite andare in banca e chiedere consigli ad uno “esperto” che solo perché lavora in banca allora è uno che sa consigliarvi. Si sa, ma ce lo scordiamo sempre, che ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Ditemi che non è così.
Tralascio anche la domanda sul perché si debba pagare la carta di credito, il bancomat, il bonifico, etc. Tutti servizi informatici che non hanno alcun prezzo e che, per fortuna, alcune banche hanno capito offrendo questi servizi gratuitamente.
Forse a scuola dovrebbero insegnarci un po’ di tutto quello che ci serva realmente nella vita. La storia, la geografia, l’italiano, sono importantissimi. Ma perché non lo sono anche le cose che per molti risultano banali? Perché non ti spiegano come non farti “fregare” da una banca, come non farti “fregare” da una compagnia telefonica che ti fa mandare messaggi a 12 centesimi (l’equivalente di 850 euro a MegaByte) quando per loro è un servizio che risulta quasi a costo zero, o come non farti fregare dai meccanici quando devi cambiare una lampadina o la batteria della macchina?
Sembra che viviamo in un mondo in cui siamo tutti contro tutti. In cui un professore non ti spiega bene le cose perché un giorno tu potrai fregargli il lavoro. E non ti spiega i “trucchetti” che ti servono a risolvere un esercizio. A quello ci devi arrivare tu da solo, sbattendoci più volte la testa come ha fatto lui.

Appunti.
Una volta per aver posteggiato la bicicletta dentro ad un androne di un palazzo mi hanno tagliato le ruote col coltello. E’ stato in Spagna. Forse anche lì, come penso in tutto il mondo, alcuni hanno quella stessa mentalità mafiosa che si pensa essere soltanto in Sicilia.

Cambiare le lampadine in una macchina è un’operazione di 5 minuti netti. Se un meccanico ti chiede 30 euro, anche se le lampadine le ha comprate lui, credo sia un furto. Soprattutto se non ti lascia la ricevuta.
Anche cambiare la batteria non è difficile. E se nei supermercati ci sono sempre offerte di batterie scontate fino al 40%, perché credere al prezzo che ti dice il tuo meccanico di fiducia che quel 40% glielo mette in più?

Penso che non solo in Italia i politici si freghino qualcosa col “mangiamangia”. Nessuno fa niente per niente e l’occasione fa l’uomo ladro. Ma penso che ci siano posti in cui non si freghino proprio tutto: magari qualcosa la lasciano, per farti vivere magari non benissimo ma bene.


Articolo 21 della Costituzione Italiana
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. […]


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LET IT BE VS GUETTA VS SWEDISH HOUSE MAFIA

Volete sentire Guetta e Swedish House Mafia al ritmo di Let it Be dei Beatles?

Ecco a voi un altro fantastico Mash Up di Roberto Tropea.


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sabato 24 marzo 2012

Organ Procurement and Transplantation Network

The Organ Procurement and Transplantation Network (OPTN) maintains the only national patient waiting list and features the most comprehensive data available in any single field of medicine.

Negli Stati Uniti la United Network for Organ Sharing pubblica la lista d'attesa di chi ha bisogno di un organo in donazione rendendola pubblica a tutti su internet.
I riceventi vengono selezionati in base ad un punteggio MELD, Model for End-Stage Liver Diseases, che utilizza analisi chimiche dei livelli ormonali per determinare l'urgenza del trapianto. 
Ogni donazione è valutata attentamente e i dati sono disponibili su internet al sito optn.transplant.hrsa.gov, dove chiunque può controllare il proprio stato nella graduatoria in qualsiasi momento. 

"Alla fine, nel gennaio 2009, poco dopo aver dichiarato di soffrire di "uno squilibrio ormonale" che poteva essere curato facilmente, Jobs si convinse. Fu inserito nella lista d'attesa per il trapianto di fegato in California, ma presto fu chiaro che in quello Stato non avrebbe avuto un organo in tempo: il numero di donatori potenziali con il suo stesso gruppo sanguigno era troppo basso. Inoltre, i parametri utilizzati dallo United Network for Organ Sharing, che determinavano la destinazione degli organi negli Stati Uniti, favorivano i sofferenti di cirrosi e di epatite rispetto ai malati di cancro."
[tratto da Steve Jobs by Walter Isaacson]


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venerdì 23 marzo 2012

Liberi Pensieri parte I

Mi piacerebbe che a questi pensieri potessero partecipare tutti, con le proprie opinioni e le proprie idee.
Continuiamo a chiederci perché l’Italia sia sempre indietro rispetto al resto dell’Europa. Molti invece riconoscono passivamente la cosa, la affermano ma non si chiedono il perché. Altri ancora invece capiscono alcune motivazioni, forse sono i più intelligenti, o i meno stupidi, ma anche se volessero cambiare qualcosa alla fine tutto o quasi risulterà vano. E la maggior parte delle volte, se hanno un po’ di palle, se ne vanno, che è diverso da dire che scappano perché chi scappa non ha il coraggio. E infondo credo sia l’unica soluzione al momento, anche perché il “mischiare le carte” ogni tanto aiuta a capire ciò che va e ciò che non va intorno a te, nel resto del mondo. E per fortuna questo adesso è più facile, grazie ai low cost. Qualcuno che torni a casa raccontando che già in Spagna, Inghilterra, Francia, Germania esiste almeno un negozio aperto ventiquattroresuventiquattro è già qualcosa. Insignificante, forse, ma è qualcosa che mette la pulce in testa. E non ci credo che nessuno ci abbia mai pensato. Forse in Inghilterra ci sono gli indiani che sono disposti a stare aperti di notte, mentre in Italia no? Forse gli spagnoli “se l’accollano” e noi italiani no? Forse se rimango senz’acqua una sera, dopo le 9, in Italia posso bermi quella calcarea di Milano, ma non andare a comprare una bottiglia d’acqua. Forse cambierà qualcosa, ma con un’altra generazione che però molto probabilmente, purtroppo, sarà sempre una o due generazioni indietro rispetto a quella degli altri Paesi. Sicuramente non capisco tutto. Però spesso mi accorgo di vivere con persone di un’altra generazione, che è quella attuale e quella che porta l’Italia a vivere così come la viviamo noi.
Hai paura di mettere il tuo codice della carta di credito su internet? Fai bene. La prudenza non è mai troppa. Ma fatti una postepay o una carta ricaricabile qualunque! Dove ci metti quel che ti serve e che usi dopo nemmeno 10 minuti. E se in quei 10 minuti riescono pure a fregarti i soldi, al massimo hai perso quello che gli hai messo dentro. Oltre al fatto che…. Ma chi è che ha carte di credito generalmente con un plafond tanto grande, di migliaia di euro? E oltre al fatto che… mai sentito di Paypal che ti protegge dalle frodi su internet e su ebay? Forse no. Forse perché il nostro stato italia non ci informa sulle cose realmente importanti, mentre ti manda a casa il canone rai che ti permette di ascoltare al tg1 notizie come quella delle non-mutandine di belen, quelle dei lutti nazionali di persone che hanno scelto volontariamente di andare a morire in posti pericolosi, di notizie false e “arriquariate”. E questo vale per altre emittenti, ma almeno non siamo obbligati a pagarle secondo una legge del 1938 (74 anni fa?)

Regio decreto-legge 21 febbraio 1938 n. 246 - Articolo 1
Dell'abbonamento alle radioaudizioni.
Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.
La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l'impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici, fa presumere la detenzione o l'utenza di un apparecchio radioricevente.

Articolo 21 della Costituzione Italiana
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. […]


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giovedì 22 marzo 2012

perchè la benzina costa tanto

E' forse l'ora di rivedere qualche vecchia tassa?

La tassa nascosta nel prezzo della benzina potrebbe essere il modo migliore per evitare l'evasione fiscale: la pagano tutti, perché tutti fanno benzina, anche chi normalmente evade le tasse.
Se solo si sostituisse qualche tassa un po' DATATA, forse l'Italia ne gioverebbe veramente.

Davvero nessuno ci ha mai pensato?

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mercoledì 21 marzo 2012

Vinyl Decal sticker cover Skin Sticker for Apple



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Ora legale Marzo 2012

Anche quest'anno, domenica 25 Marzo 2012, come tutte le ultime domeniche di Marzo arriverà l'ora legale e metteremo le lancette avanti di un'ora. Le 2 di domenica mattina (praticamente sabato notte) diverranno le 3.
Arriverà la primavera (a dir la verità già arrivata il 21) e farà buio più tardi.
L'ora solare invece tornerà in vigore l'ultima domenica di ottobre quando alle ore 3 si sposterà l'orologio indietro di un'ora.

Un po' di storia (fonte Wikipedia)
Lo scopo dell'ora legale è quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell'illuminazione elettrica. L'ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente "sprecate" a causa delle abitudini di orario.

Già nel 1784 l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

Alcune curiosità sull'ora legale:
L'ora legale in Australia, per ovvie ragioni, va al contrario: da ottobre a marzo; mentre in Brasile da novembre a febbraio.

In Giappone non esiste Ora Legale o Solare.
Nel 2005 affermarono: L'Associazione nazionale scientifica del sonno" del Giappone ha realizzato una ricerca in cui si testimoniano i rischi di insonnia che correrà la popolazione giapponese se verrà approvato il progetto di legge che introduce l'ora legale. Gli scienziati dell'associazione hanno detto: "Diciamo no. È un attentato alla salute psicofisica della popolazione". In questo Paese il problema del sonno trova radici profonde anche nell'architettura e nella pittura.


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lunedì 19 marzo 2012

azzurro

L'azzurro può indicare una gamma di tonalità fra il celeste e il turchese. Nella lingua italiana l'azzurro è uno dei colori base: sta al blu come il rosa sta al rosso.

Il termine deriva dal persiano e l'etimologia riporta al colore della pietra lapislazzuli,  una delle pietre preziose considerate tali da più tempo nella storia.
Ho deciso di rinnovare la grafica di questo blog rendendolo più semplice e più interessante. Per l'occasione ho scelto di utilizzare questo colore. Spero vi piaccia.


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lunedì 12 marzo 2012

solo 70 caratteri in un sms con una e accentata

Basta mettere una "E" maiuscola accentata e il numero dei caratteri che potete inserire nei messaggi passa immediatamente da 160 a 70. Lo sapevate?
Nell'iphone è così. E se cercate su internet anche altri modelli hanno lo stesso "problema". Questo perché a quanto pare il telefono deve attingere da un vocabolario speciale, e chi ancora paga i messaggi (e non usa WhatsApp o Viber) magari non si accorge che sta mandando due messaggi invece di uno solo. Pagando quindi il doppio.

Leggete questo articolo del Corriere: scoprirete anche che inviare un sms di soli 140 byte non costa praticamente nulla all'operatore telefonico, mentre a noi costa l'equivalente di 850 euro per MB!

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