e anche io ci sono quasi

Mi ci sono voluti 4 appelli e 8 mesi per passare il mio ultimo esame all’università. Alla fine ce l’ho fatta anche io.
E adesso scrivere la tesi, a confronto, sarà una passeggiata. In ogni caso sarà più piacevole di imparare a memoria formule e dimostrazioni.
Il rito dell’ammazza-ricordi, bruciando e strappando il libro studiato, ha funzionato. Anche se qualcuno non è stato poi tanto d’accordo. Un libro è sempre un libro, è vero. Ma uno che in ogni caso sarebbe stato abbandonato in un armadio, uno di quelli che non ti servirà mai nella vita, che ti ha fatto passare brutti momenti, che ti ha costretto a rintanarti in casa e in biblioteca in clausura, e perdere ben tre occasioni di lavoro, merita questo e forse di peggio.
Laurea a fine febbraio e una sensazione che già da ora mi sta trasformando nella persona che ero qualche mese fa. Riprenderò a fotografare, attività che ho tralasciato per troppi mesi, pensando ad un nuovo progetto e magari organizzando una nuova mostra.
Penserò ad un corso per aggiornarmi nel mondo dell’informatica, ad uno per ripassare le mie conoscenze dell’inglese o per imparare il francese.
Cercherò di capire quali obbiettivi raggiungere dopo la laurea, nel 2012. Prima della fine del mondo, ovviamente.
Tornerò a viaggiare, a sperimentare qualcosa in cucina e a sistemare qualcosa in casa.
Insomma tante idee che si affiancheranno alla stesura della tesi.
Ho finito il libro Acciaio. Ma non mi ha colpito più di tanto.
Ho iniziato Norwegian Wood, di Murakami, e già dalle prima pagine sembra prendermi parecchio. Credo che Chiara ed Eliana avevano proprio ragione….


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