sabato 30 ottobre 2010

7PC - AVARIZIA


L'avarizia comincia dove finisce la povertà
Honoré de Balzac

L'assurdità dell'avarizia sta nel fatto che l'avaro vive da povero e muore ricco
Vittorio Buttafava


Avarizia e Avidità, talvolta confuse o usate indifferentemente, hanno dei significati diversi: mentre l'avidità è il desiderio di accrescere il proprio "possesso" (nel senso più generale possibile del termine) l'avarizia è concentrata sulla conservazione meticolosa di ciò che già si possiede. L'avarizia può essere ritenuta dannosa per la società, poiché appare ignorare il benessere degli altri a favore del proprio. È diventata più accettabile (e il termine meno frequente) nella cultura occidentale, dove il desiderio di acquisire ricchezze è componente costituente del capitalismo. L'avarizia è elencata tra i sette vizi capitali secondo la Chiesa cattolica.

Quando l'avarizia comprende la cupidigia nei confronti delle proprietà di un'altra persona, viene usato il termine invidia. Quando l'avarizia viene applicata al soggetto di un eccessivo consumo di cibo, si usa spesso il termine gola, un altro dei sette vizi capitali.

I Buddhisti credono che l'avarizia sia basata su una scorretta associazione tra benessere materiale e felicità. Essa è provocata da una visione illusoria che esagera gli aspetti positivi di un oggetto.

Livello di Facilità nel commettere il peccato: Facile
Colore associato: GIALLO



Foto: BackStage della mostra fotografica 7PC - I sette peccati capitali


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