venerdì 16 ottobre 2009

Where the hell is Matt e la teoria del downshifting



Un giorno mi fecero vedere un fantastico video di un tizio di nome Matt che andava ballando in maniera bizzarra in diversi posti del mondo. Ne rimasi affascinato sia per l'idea, che per i paesaggi, che per i posti, che per la voglia di viaggiare, che per... guardatelo!
Riporto qui l'articolo su questo Matt, il cui video si chiama "Where the hell is Matt?" preso da corriere.it.
Interessante anche la teoria del downshifting, ovvero la scelta da parte di diverse figure di lavoratori - particolarmente professionisti - di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero [fonte Wikipedia]

La scelta estrema del rampante Matt: da mangaer a ballerino su internet

MILANO—«Non sono un falso. Esisto, e la mia storia è vera». La precisazione ha dovuto farla più volte. Via mail, apparendo in video, spiegando a tutti che il tipo che danza malamente in giro per il mondo è proprio lui, Matt Harding, 32 anni, nato nel Connecticut.

C’è un piccolo culto che gli gira intorno. Merito dei video che documentano i suoi viaggi. Lui che comincia una strana danza, adulti e bambini che gli vanno dietro. Il luogo cambia ogni volta, le città e i luoghi più belli dei cinque continenti diventano tante location per comporre filmati che visti di mattino fanno cominciare bene la giornata. Matt è considerato una icona del downshifting. Nella sua vita precedente, tutto quello che desiderava era produrre videogames e giocarci. Un manager, di quelli giovani e rampanti. Nel 2003, parole sue, «gli scoppia la testa». Molla il lavoro, nel frattempo si era trasferito dagli Usa a Brisbane, Australia. Con la liquidazione si paga un sabbatico lungo un anno, da passare in giro per il mondo. Da bravo figlio esperto di informatica, crea un sito per dare notizie dei suoi spostamenti a genitori e amici. Where the hell is Matt?, dove diavolo è Matt. Questo è il titolo. Pochi mesi dopo, un compagno di viaggio lo filma mentre cerca di imitare i passi di danza di un bambino di Hanoi. Il video finisce sul sito. Le goffe movenze di Matt, solido ragazzone americano di taglia extralarge, diventano oggetto di un piccolo culto. Fanno ridere, rivelano una fanciullesca idea di leggerezza.

Una società che produce gomme da masticare lo contatta: ti andrebbe di andare in giro per il mondo, sponsorizzato da noi, a fare quella strana danza? Il primo anno viaggia da solo. Nel 2006 capisce che i veri protagonisti sono gli altri, quelli che ballano con lui nei luoghi più impensati del mondo. Dalle scogliere del Nord Irlanda alla Nuova Guinea, dall’outback australiano alle grandi capitali europee.

Matt ora vive a Seattle con la fidanzata e un cane. Nel luglio di quest’anno è uscito il suo libro «Come danzare male intorno al mondo». Subito in classifica. Rilascia interviste via mail, spesso difendendosi dall’accusa di avere commercializzato i suoi sogni. «Lo farei anche gratis», dice. Il dubbio rimane. Ma i suoi video, con tutta quella gente che balla, con i bimbi che ridono, sono davvero un piccolo inno alla vita. Anzi, al cambiar vita.



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