venerdì 28 agosto 2009

il turista paga sempre di più

Il post sul mio viaggio in Marocco arriverà presto. Intanto sentite questa:

Qualche giorno fa, ero a mangiare in un caratteristico ristorantino alla Vucciria a Palermo con Elisa, una mia amica romana. In quel posto hanno girato parecchi film e la clientela è prettamente turistica. Non appena seduti, le due signore proprietarie del locale, che stavano giocando a carte in attesa di qualche cliente cominciano tra loro a bassa voce:
"sù i ccà!" "seee! un su i ccà!" "se! se! sù i ccà! sù i cca!"
Per chi non capisse del tutto il siciliano il concetto è che una pensava fossimo turisti da Roma, l'altra, avendo sentito me parlare, aveva capito che almeno io ero di Palermo.
Il succo penso sia che se eravamo turisti ci avrebbero inc.l.ato!
In certi casi date il meglio di voi nel vostro anche scarso dialetto Siciliano!

Pubblico un post preso da dissapore.com riguardo ad alcuni bar a Milano che aumentano i prezzi ai turisti o che non si comportano proprio correttamente con loro...
Davvero interessante!

Per capire se la sciagura del doppio prezzo—uno per i turisti l’altro per gli italiani—sia prerogativa esclusivamente romana, due giornalisti della redazione milanese di Repubblica, Franco Vanni e Teresa Monestiroli, si sono seduti in tavolini diversi dello stesso bar consumando le medesime cose: lei con la piantina di Milano alla mano, una rivista francese e un inglese sicuro; lui con un quotidiano italiano, il casco e l’aria da milanese rimasto in città a lavorare. Volete sapere come è andata?

Bar Sì in galleria Vittorio Emanuele | Viene chiesta una spremuta d’arancia, pochi minuti dopo arriva un bicchiere d’acqua sporcato con dell’arancia spremuta. Il conto? 10 euro a testa. Soldi, che nel caso della turista, vengono intascati in nero.

Bar del Corso in corso Vittorio Emanuele | L’ordine dei due giornalisti è un decaffeinato più un bicchiere d’acqua. L’espresso arriva accompagnato da una bottiglietta di mezzo litro non richiesta. La finta turista paga 6,50 euro, il milanese 4 euro.

Caffè di piazza San Carlo in corso Vittorio Emanuele | Un succo di frutta al tavolo arriva insieme a patatine e olive. il conto è corretto: entrambi 6 euro.

San Babila Caffè in via Montenapoleone | La straniera paga il succo di frutta 4 euro, il milanese 3. La tassa-straniero è del 30 per cento.

Caffè Mercanti in via Mercanti. Vengono ordinati un toast e una bottiglietta d’acqua minerale. Una signorina sorridente batte lo scontrino fiscale: la straniera spende il DOPPIO, 10,50 euro contro 5,30.

Gelateria La voglia in via Dante. Tutti e due spendono 5 euro per una coppa alla crema.

Caffè de Ville in piazza Cadorna | Il conto per lo straniero è di nuovo salato: un caffè al tavolo 3 euro, mentre il milanese ne paga solo 1,50.

Savini in Galleria Vittorio Emanuele | Spremuta ottima e conto identico: 10 euro.

Bar Duomo in piazza Duomo | Un’acqua minerale da 3 euro per entrambi – anche se alla straniera non viene rilasciato lo scontrino.

Bar Brera, di fronte alla Pinacoteca | Anche qui niente ricevuta per chi viene da lontano, ma almeno il prezzo è lo stesso: 1,60 euro.

Tra spremute d’arancia, caffè, acqua minerale, toast e gelati in 4 locali su 10 la turista ha pagato molto di più, in un paio di casi addirittura il doppio. In altri tre casi, il conto era lo stesso, ma alla straniera non è stato consegnato lo scontrino fiscale. Dunque anche a Milano i bar si prendono gioco del turista, specie se si trovano nelle strade più commerciali. L’estate delle truffe continua…

Un mio personale complimento all'idea dello staff di Dissapore!


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