sabato 9 maggio 2009

EnemyTrip Part 2/3 - BALI

29 Aprile. Bali
Già solo guardando l'aeroporto Ngurah Rai mentre l'aereo sta per atterrare capisci di essere in Indonesia, un Paese essenzialmente islamico anche se Bali è per il 90% induista. Lo stile è quello: tetti in legno o fili di cocco, strutture che sembrano templi indù e statue di demoni a volte quasi inquietanti.
Il visto turistico di una settimana a Bali costa 150000 Rupiah, l'equivalente di circa 10 euro. Si paga anche l'uscita dall'isola allo stesso prezzo, ma nessuno te lo dirà fino all'ultimo controllo.
A Bali il clima è un pò più sopportabile ma fa sempre caldo e raggiunge e mantiene l'ideale "temperatura Alessio" di 26-28 gradi.
Anche qui non mancano i temporali intensi ma brevi e improvvisi.
Tipico di Bali è la gente che ti assilla per farti comprare la sua roba, per farti entrare nel suo negozio e addirittura all'arrivo all'aeroporto per farti cambiare il denaro nel proprio cambio ad un tasso di interesse parecchio variabile.
Con 50000 Rupiah, circa 3 euro, un taxi ci accompagna all'Hotel dove dormirò per circa 10 euro a notte. Piscina, bagno in camera, Filippo in camera, topless e tanto relax: è d'obbligo per me un primo giro-foto.
La spiaggia è immensa, e la riva si estende per metri prima di arrivare a toccare l'acqua.
Moltissimi fanno surf sulle instancabili onde mentre verso la strada, sempre in spiaggia, parecchia gente si ripara all'ombra di palme e alberi, altri vendono piatti tipici al prezzo di circa 1 euro, venditori ambulanti sistemano le proprie cose, altri affittano tavole da surf, altri giocano a scacchi seduti in spiaggia o sul muretto che delimita la sabbia dalla strada. La gente è socievole. I venditori si mettono in posa non appena mi vedono che sto scattando loro una foto e sorridono sempre non appena entri in un negozio.
L'hotel è infondo ad una stradina piena di negozietti di souvenir, falsi d'autore, conchiglie, qualche internet point, qualche ristorante dove si può mangiare a sazietà con 3-4 euro. Per la strada spesso bambini chiedono l'elemosina, spesso la gente è seduta o distesa per terra sperando che qualche turista dia loro qualche rupiah. La notte in questa stessa strada le stesse persone a volte dormono distese sopra alcuni marciapiedi davanti ai negozi.
Milioni di motorini che non seguono nessun ordine. Qualcuno che conduce uno di questi spesso ti chiede se hai bisogno di un passaggio in cambio di qualche rupiah.
Un sacco di taxi, non esistono autobus. Qualche carrozza aspetta qualche turista.
Con un milione di Rupiah, circa 70 euro, potresti vivere lì parecchio tempo e fare il PACHA e sentirti realmente milionario!
Per strada un intenso odore di incenso e per terra dei piccoli cestini fatti di foglie di palma e pieni di fiori, qualcosa da mangiare e a volte con una piccola offerta di 1000 Rupiah,
A quanto pare le preghiere avvengono per strada, muovendo l'incenso e pregando 3 dei indù per il successo, salute e ringraziandoli della vita. Alla fine della preghiera qualche chicco di riso viene posto sulla fronte.
Cammino in infradito e pantaloncini tra i numerosi negozi di surf, scarpe, infradito, RipCurl, Ralph Lauren, Kfc, Mc Donalds... Ovunque il prezzo va contrattato e spesso riesci a comprare anche alla metà di ciò che ti viene richiesto.
Molte donne per strada ti propongono di fare un massaggio e ti riempiono di volantini con i loro prezzi.
La prima giornata passa in fretta. La notte in una discoteca, tutte con entrata libera, conosco Ayuk e Maya, due ragazze di Bali. E' incredibile come sia facile e divertente parlare con le ragazze del posto.
L'altezza media di un indonesiano sarà circa di 1,60/1,70 ma rimango stupito dell'altezza di Ayuk non appena scesa dallo sgabello su cui era seduta: circa 1,45 e poca voglia di crescere!
Maya invece più alta, bellissima, con un sorriso fantastico anche se parecchio timida, molto riservata e con poca conoscenza dell'inglese..

30 Aprile. Tempio delle scimmie.
Con circa 30 euro a Bali puoi affittare un furgoncino con autista per girare l'isola. Con circa 140km di diametro l'isola non è per niente piccola e date le strade piccolissime e trafficatissime che vanno da nord a sud, arrivare da un punto a un altro richiede anche parecchie ore.
In 9 su un pulmino da 7 posti decidiamo di andare al tempio delle scimmie: un piccolo tempio a nord di Denpasar, capoluogo di Bali, la cui caratteristica sono proprio le scimmie libere che giocano tra loro e a volte importunando i turisti cercando di fregar loro le cose dalle mani e dalle tasche, soprattutto se cibo.
Da li ci spostiamo in un posto, apparentemente una casa, dove vendono oggetti in argento. Anche qui riesco a contrattare per i miei oggetti con la carinissima e simpaticissima commessa a cui lascerò anche un mio contatto.
Notte in giro per Legian Road,piena di locali. Per la strada oltre alle continue richieste di taxi o di passaggi in moto, parecchie persone cercando di vendere droga, marijuana e del liquido che aumenti l'effetto dell'alcool se sciolto nei cocktail.
In uno dei posti dove qualche anno fa ci furono degli attentati terroristici all'entrata sono presenti dei poliziotti armati di fucile.
In uno di questi conosco Lia, con la quale passo la serata...

1 Maggio - Mother's Temple
Mentre in Italia si festeggia la festa dei lavoratori, continuo la mia visita a Bali insieme al mio gruppo sempre perfetto.
Ci rechiamo in uno dei templi più grandi e importanti di Bali nonchè uno dei più caratteristici dell'Indonesia: the Mother's Temple. (Nessuno ha mai capito quale madre fosse...)
Qui le costruzioni hanno i tipici tetti neri fatti in fili di cocco. Poco prima di arrivare, un poliziotto ci ferma chiedendoci 50000 Rupiah ciascuno per poter continuare la strada col furgoncino affittato la mattina.
In uno di questi templi una guida ci spiega e ci coinviolge in una tipica preghiera. Mani unite con un fiore preso da uno di quei cestelli fatti con le foglie di palma, silenzio per pregare e fiore sull'orecchio destro. La cosa si ripete mettendo un altro fiore sull'orecchio sinistro, e poi con dell'erba sui capelli e poi il riso sulla fronte dopo essere stati bagnati da un'acqua benedetta e particolarmente profumata.
Immancabile l'offerta alla fine da inserire nell'apposita cassetta. Mentre camminiamo noto due donne: una con le mani sulla testa dell'altra a controllarla, come per toglierle i pidocchi. Non era la prima volta che vedevo questa scena lì. Alcuni bambini invece, cercano insistentemente di vendere cartoline a volte ripetendo senza mai fermarsi una sorta di cantilena seguendomi per metri.
Visitiamo anche il tempio dell'elefante, ma dopo quello precedente non colpisce affatto.
Nella strada per il ritorno, fermi a un supermarket per mangiare qualcosa, una ragazza alla cassa rivolge lo sguardo verso di noi e sentendosi osservata sorride. La sera rivedo dopo tanto tempo Sonia, una ragazza portoghese che conobbi a Londra e che da ora si unirà al gruppo.
Appena prima di tornare a dormire, distrutti da chilometri a piedi, mi fermo per un'ultima birra in un locale dove incontro ancora Maya e con cui rimango un pò a parlare. La luna sull'equatore sembra diversa: la gobba invece di essere a sinistra o a destra è in alto o in basso.

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