venerdì 8 maggio 2009

EnemyTrip Part 1/3 - SINGAPORE

25-26 Aprile. Partenza da Milano per Singapore
Faccio scalo ad Amsterdam, hub della KLM e uno degli aeroporti più grandi che abbia mai visto.
Dall'aereo, vicino la "capitale dei Coffee Shop", si vedono numerose petroliere ferme forse ad aspettare che il prezzo del petrolio aumenti. Accanto, sempre in mare, distese di pale eoliche.
In aeroporto "gabbie" di vetro adibite ai fumatori. Ho provato a star dentro: la sensazione è orribile!
Da "non assiduo fumatore" la puzza di fumo è incredibile! I pochi aeratori non riescono ad aspirare tutto il fumo generato dalle decine di sigarette accese e la gente fuori osserva i presenti nella gabbia come meschini animali.
Controllo passaporto e volo per Singapore.
Arrivo circa 10 ore dopo e con un fuso orario di più 6 ore rispetto all'Italia. A solo un grado nord rispetto all'equatore il clima è caldissimo e umidissimo.
Da una minima di 26 gradi si passa ad una massima di 32 gradi, costantemente tutto l'anno.
Fortunatamente non è la stagione delle pioggie (Novembre-Marzo) ma le pioggie e le nuvole qui sono frequentissime.
L'umidità non ti permette di sopportare il caldo afoso e ti bagna le mani. Una bottiglia di birra fredda appena comprata mi bagna i piedi con la condensa che si crea dopo appena 3 minuti.
Un dollaro di Singapore vale circa la metà di un euro. Basta quindi pensare ai dollari come alle vecchie lire e otteniamo tutto a metà prezzo.
E' forse legenda che a Singapore costi tutto molto meno. A parte il cibo, vestiti ed elettronica hanno prezzi molto simili a quelli europei. Nelle Food Court invece con circa 7 euro si riesce a fare un pranzo completo scegliendo tra numerosissime specialità tipiche indiane, cinesi, indonesiane e giapponesi, tutte preparate al momento.
La sera finiamo nella famosa Orchar Tower, caratterizzata da molti pub e locali in cui è presente il "divertimento sessuale" della città.
Qui comincio quasi ad innamorarmi dello stile e delle donne del sud est asiatico.

27 Aprile. Spiaggia di Singapore.
Le palme e la sabbia rendono il posto fantastico.
Verso l'orizzonte si intravedono anche qui numerose petroliere ferme. Forse anche per questo il mare non è dei più belli ma mi concedo un fantastico bagno che non facevo da ormai troppo tempo.
Tra un Mojito e un Maitai nella piscina di un locale in spiaggia, nonostante la crema protettiva alla birra la mia pelle brucia! (Forse perchè prendevo il sole tra le 12 e le 15 all'equatore?)
Visita al vecchio forte di Singapore in compagnia anche di Roberta, poi giro per Chinatown, un vero pezzo di Cina in città, e Little India, dove riusciamo a presenziare ad una processione indù in un tempio induista. In entrambi i quartieri gli odori di spezie sono intensissimi e la voglia di visitare un giorno quei paesi è enorme.
La sera fa buio presto. Già alle 18.30 il sole tramonta. Dopo un indimenticabile bagno in piscina in mezzo ai grattacieli, faccio un giro vicino l'Hard Rock Café e capendo poco e niente l'inglese, me ne vado a dormnire!

28 Aprile. Palau Ubin.
Vicino l'aeroporto Changi di Singapore, un battello ti porta a Palau Ubin, un'isola quasi deserta, abitata solo da poche persone che vivono di pesca o affittando biciclette ai turisti per girare l'isola, e con molti ristorantini tipici locali.
Non avevo mai visto così tanta pioggia cadere dal cielo in così poco tempo! Nell'arco di un'ora si abbattè su di noi un temporale che ci costrinse ad affittare un furgoncino per girare l'isola. Attraversando la giungla dell'isola e templi cinesi, dalla costa opposta al nostro arrivo riesco a vedere la Malesia.
L'isola è fantastica, le persone simpaticissime e accoglienti.
La lingua è un inglese poco comprensibile. In tutto il viaggio capirò soltanto poche parole.
Dopo una doccia e la visione di una preghierà indù in una delle capannine che si vedono spesso per strada e in cu isono presenti incenso e fiori, andiamo a fare un aperitivo in uno dei locali più alti al mondo. Dal 76° piano la vista è incredibile e sorseggiare un bicchiere di ottimo vino con quel panorama è da sogno.
Cena in un ristorantino spagnolo in un'area piena di locali notturni e dotata di aria condizionata nonostante ci si trovi all'aria aperta.
Dopo essere stato abbordato da parecchie prostitute presenti per strada si va a dormire.
Domani Bali e l'Indonesia!

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